Qualcosa d’incredibilmente pulsante, trascende nell’immediatezza che arreca un profuso spessore, si evince nelle opere di Marianna Merler.

Un segno poderoso, possente che spesso sembra ancora pervaso, tracciato quasi da una personale indecisione dell’artista, quasi un’interiore ricerca che si presenta quasi come un monito per l’ utente, piu’ che un limite personale dell’artista.

Sommariamente le opere di Marianna Merler sembrano fluttuanti, ariose quasi a donarsi verso l’altro in un abbraccio corale; Titoli dei dipinti in chiave positivistica in una resa di chiara matrice astratta che spesso anche date dalle dimensioni delle opere o da quell’intensa e costante rappresentazione del dato geometrico del cerchio, quasi sembrano riportarla in una chiave della pittura percettiva’ cara negli anni ’60 del Novecento. Il tutto sembra incentrato, giocato dal dato cromatico, incalzante, che in questo caso non fa da’ padrone per omettere mancanze strutturali, o e personali, quanto come si enunciato l’arte di Marianna Merler giunge, s’irradia, lambisce immediatamente l’attenzione che diviene quasi magnetica.

Questo potrebbe definire l’alfa e l’omega di questa importante ricerca artistica.

Si guardino ad esempio come opere quali: “Il mio mondo prende il volo” dove amabilmente la costruzione sembra quasi un battito di uno stormo di uccelli che vibrano nell’aria, verso la loro precisa destinazione, sapendoci regalare ugualmente un fremito, una profusa raffinatezza. Assai interessanti appaiono quelle piccole,raccolte, ma intense cromatiche fugacita’ quasi richiamabili alla lettera ci, che intercorrono costanti conferendo brio al dipinto.

Nell’opera dal titolo “ Felicita’ ” si scorge quella corrente solcata da Marianna Merler in anni precedenti ovvero circa nel 2006 dove il dato incisivo,ovvero quello sferico e astratto erano cosi’ intensamente carichi quasi di un frastuono rutilante che voleva essere percepito, espresso.

Nelle opere odierne 2011 si costata quasi a una piccola regressione del dato puramente tecnico, per buttarsi verso un dato maggiore chiarezza e oggettiva visibilita’ si guardi ad esempio il lavoro dal titolo ”Il mondo piange”.

Non credo che le opere odierne, recenti vengono come travolte da un impoverimento tecnico o personale dell’artista, quanto questa voglia come si gia’ detto darsi in un modo maggiormente diretto e forse semplicistico, per essere compresa anche da chi magari non é solito interfacciarsi, interessarsi d’arte.

In Marianna Merler cònstato la piu’ sincera e totale volonta’ a rinnovarsi, a darsi a volgersi verso risultati importanti, percio’ confido nelle nuove stagioni che certamente saranno nuovamente ricolme e inspessite dagli anni trascorsi, dalle cose viste direttamente ed indirettamente che la sapranno riportare verso opere che l’hanno gia’ cosi’ intensamente contraddistinta e certamente cosi’ si ritrovera’ pienamente quell’aurea di interiore bellezza che la fa unica.

 

Dott. ssa Valeria s. Lombardi